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Imparare il giapponese9 min14 settembre 2026

Japanese Memory Game: imparare il giapponese giocando, dalle prime sillabe ai kanji

Una guida pratica e trasparente per muovere i primi passi con hiragana e katakana, affiancando il gioco a WaniKani e a due canali YouTube da ascoltare.

Carte illustrate con hiragana, katakana e kanji per imparare il giapponese giocando

Nota di trasparenza: questo è un contenuto sponsorizzato e una partnership editoriale con Japanese Memory Game, progetto gestito da Zero Softworks di Alex Peretto, che gestisce anche Nippon Vegan Guide. La segnalazione è quindi dichiarata in apertura, come facciamo con ogni collaborazione. La nostra promessa resta la stessa: descrivere con precisione che cosa offre lo strumento, a chi può servire e dove invece è necessario affiancarlo ad altri metodi.

Perché iniziare giocando

Imparare il giapponese può sembrare un progetto enorme perché l'alfabeto latino non basta per leggere una parola, mentre hiragana, katakana e kanji hanno funzioni diverse. Japanese Memory Game parte da un gesto più piccolo: riconoscere una carta, trovare la coppia e ripetere il suono. Il browser diventa un tavolo da gioco, senza il peso di una lezione lunga. Per chi viaggia, studia da autodidatta o vuole capire un menu, questo ingresso leggero aiuta a trasformare la curiosità in un'abitudine.

Il sito propone una modalità Explore per guardare le schede con calma e una modalità Play per allenare il riconoscimento. Si possono scegliere hiragana, katakana, kanji oppure un insieme misto, e la ricerca accetta giapponese, romaji o inglese. Le schede mostrano lettura e significato quando disponibili; alla fine della partita il punteggio rende visibile il progresso della sessione. Non è una promessa di fluency e non sostituisce un corso: è un ripasso interattivo che riduce la frizione del primo passo.

Dal riconoscere i kana all'uso quotidiano

Per cominciare, scegli soltanto hiragana e una sessione breve. Impara a distinguere cinque o dieci caratteri, poi torna il giorno dopo sugli stessi segni prima di aggiungerne altri. Il vantaggio del formato a coppie è che obbliga a guardare la forma e a ricordare un'associazione, invece di scorrere una tabella passivamente. Se una carta continua a confondersi con un'altra, segnala il problema e riparti da quel piccolo gruppo: la costanza vale più della quantità.

Dopo i primi kana puoi passare a katakana, utile per leggere molti prestiti linguistici che incontrerai in insegne, menu e confezioni. Il passaggio non deve essere una gara. Alterna una partita di hiragana a una di katakana e pronuncia ad alta voce ciò che riconosci, anche se la tua pronuncia è ancora incerta. L'obiettivo è creare un ponte tra il simbolo, il suono e una situazione reale: un piatto, una stazione o il nome di un ingrediente.

La modalità di gioco funziona bene anche come riscaldamento prima di un viaggio. Cinque minuti prima di cercare un ristorante puoi ripassare le sillabe che compaiono più spesso in parole come vegan, yasai o tofu. Per i kanji, invece, conviene usare il gioco come riconoscimento iniziale e non come unico metodo di memorizzazione: sapere che un carattere appare in una carta non significa ancora saperlo scrivere o usare in una frase.

Un dettaglio utile è la possibilità di cercare in più direzioni. Se conosci una parola in inglese puoi cercarla per vedere la forma giapponese; se hai letto un romaji puoi verificare come appare in kana; se riconosci il carattere puoi controllare il significato. Questa navigazione tra sistemi diversi è adatta a chi parte da una lingua diversa dall'italiano e rende l'esercizio più vicino alla ricerca che farai davvero online o in viaggio.

Come combinarlo con WaniKani

Japanese Memory Game dà il meglio come porta d'ingresso, mentre WaniKani può diventare il percorso più strutturato per kanji e vocabolario. WaniKani organizza lo studio per livelli e usa radicali, kanji e vocabolario con un sistema di ripetizione dilazionata; il suo sito ufficiale spiega che i radicali sono il materiale che prepara alle lezioni dei kanji. In pratica, puoi usare il gioco per riconoscere e ripassare, poi WaniKani per costruire una memoria più ordinata e duratura.

La combinazione evita due estremi comuni. Da una parte c'è la lista infinita di caratteri studiata senza contesto; dall'altra c'è il gioco usato soltanto per ottenere un punteggio. Dopo ogni sessione annota due o tre parole che hai riconosciuto e prova a incontrarle in una frase, in un menu o in un video. Il kanji diventa così un indizio per capire il mondo intorno a te, non un disegno isolato da collezionare.

Due canali da ascoltare

Per allenare l'orecchio aggiungi due canali YouTube indicati dalla community: Japarrot! — Let's Learn Japanese e SUSHI ROOM (Japanese Lesson). Il primo è una destinazione utile per lezioni e spiegazioni pensate per chi studia il giapponese; il secondo può accompagnare con lezioni video e ascolto guidato. I cataloghi cambiano nel tempo, quindi segui i canali ufficiali e scegli video recenti con livello, durata e obiettivo chiari.

Non serve guardare un'ora di video per sentirne il beneficio. Scegli un contenuto breve, ascolta una volta senza fermarti, poi riascoltane un minuto mettendo in pausa sui suoni che hai già incontrato nel gioco. Ripeti una frase, cerca una parola e torna a una carta di Japanese Memory Game. Questo passaggio da ascolto a riconoscimento visivo è semplice, ma crea il tipo di collegamento che manca quando si studia soltanto con flashcard o soltanto con video.

Un percorso di venti minuti

Un percorso realistico può durare venti minuti: cinque minuti di hiragana o katakana su Japanese Memory Game, dieci minuti di una lezione WaniKani o di ripasso SRS, cinque minuti di ascolto da Japarrot o SUSHI ROOM. Nei giorni pieni fai solo la prima parte. Nei giorni in cui hai più energia aggiungi una frase scritta a mano. La routine deve essere abbastanza piccola da sopravvivere a una settimana di viaggio, lavoro o stanchezza.

Per chi viaggia in Giappone, il risultato più concreto non è sapere migliaia di vocaboli. È riconoscere una parola familiare su un menu, capire che una confezione contiene un ingrediente da verificare o leggere il nome di una stazione senza affidarsi soltanto al romaji. Per chi vive già in Giappone, il percorso può diventare un ripasso quotidiano prima di una commissione. In entrambi i casi, considera sempre la lingua come pratica situata e non come un test di perfezione.

La nostra valutazione

La nostra valutazione è positiva per un motivo preciso: Japanese Memory Game rende visibile l'inizio. La schermata non chiede di sapere già tutto, ma propone un numero limitato di decisioni e restituisce un feedback immediato. Il limite è altrettanto chiaro: il gioco non offre da solo grammatica, conversazione, scrittura completa o una progressione didattica paragonabile a un corso. Usalo per accendere e mantenere l'abitudine, poi lascia che WaniKani e i video aggiungano profondità.

Trasparenza sulla partnership

La partnership è con Zero Softworks, la ditta individuale di Alex Peretto, e questo articolo non è una recensione indipendente commissionata a un soggetto esterno. Abbiamo scelto di raccontare il progetto con una disclosure evidente, linkando il sito ufficiale e la pagina privacy. Il lettore può provarlo, confrontarlo con altre risorse e decidere in autonomia. Per noi una sponsorizzazione ben fatta significa proprio questo: presentare un prodotto con entusiasmo, ma anche con confini e aspettative leggibili.

Se vuoi iniziare oggi, apri Japanese Memory Game, seleziona hiragana e gioca una sola partita. Domani ripeti il gruppo che ti è sembrato più difficile, poi abbina una lezione breve dei canali consigliati. Quando la base sarà familiare, porta i caratteri in WaniKani e in una frase reale. È un percorso piccolo, concreto e coerente con il modo in cui si viaggia: un segno alla volta, una domanda alla volta, con la curiosità sempre accesa.

La domanda giusta apre più porte di una lista perfetta.

Il nostro consiglio è iniziare da qui e poi lasciare un po' di spazio all'imprevisto. In fondo, la parte più bella di un viaggio plant-based è scoprire quanto può essere ampia la normalità.

Fonti e verifica

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